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lunedì, 26 giugno 2006

Mia finalmente

Lei si inginocchia davanti a me e alza la testa per guardarmi. per leggere nel mio viso la felicità di essere stato accontentato. Ma non lo sono. non riesce a darmi ciò che voglio. e questo per lei significa altro dolore e sangue che ne righerà la schiena e i seni. sangue che forse berrò per riuscire ad avvicinarmi alla sua anima. prendo la frusta lunga, quella che teme di più, e inizio a passargliela sul viso per fargliela leccare. Lei lo fa con la giusta devozione. poi la ritraggo e inizio a schiaffeggiarla col dorso della mano. forte. perchè voglio vederla cadere in lacrime. dopo qualche minuto è a terra, semi svenuta, che continua a fissarmi. mi avvicino per girarle anttorno, ma lei mi afferra la gamba e inizia a baciarmi il piede. Le accarezzo la nuca e quasi provo tenerezza. poi la scavalco e inizio a frustarla con tutta la forza che possiedo. Inizia a strillare e sembra quasi un animale. senza grazia. odio quando fa così. le lego i polsi e i gomiti dietro la schiena, poi prendo il ferro che ho lasciato tra le fiamme del camino. è rovente, rosso, caldo. le dico di guradare il ferro che la sta per rendere mia per sempre. Lei inizia a tremare. e a implorare. Dov'è la grazia che amavo in lei? le accosto il ferro al volto, la guardo singhiozzare senza forza, disperata, mentre il sudore le imperla la fronte. accosto il ferro ai suoi occhi ancora aperti, prima che riesca a chiuderli. sviene. e forse è meglio così. l'ho privata della sua vista. adesso guarderà solo attraverso i miei occhi. adesso la smetterà di scrutarmi e giudicarmi e pretendere. adesso mi apparterrà per sempre.
postato da: mimoperparlare alle ore 11:52 | link | commenti
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